Sicurezza alimentare dopo le feste: le regole per conservare gli avanzi senza rischi. Cosa è meglio evitare di fare.
Dopo le feste c’è il tema cruciale della sicurezza alimentare e dei rischi correlati alla conservazione degli avanzi, soprattutto in occasione delle festività. Ci sono molti episodi legati alle malattie trasmesse dal cibo, un fenomeno in aumento in Italia e a livello globale. Secondo gli esperti della piattaforma “Dottore ma è vero che…?”, curata dalla Fnomceo, si contano oltre 250 tipi di tossinfezioni alimentari causate da microrganismi patogeni. La globalizzazione alimentare, con l’importazione di prodotti da mercati esteri e l’incremento dei viaggi internazionali, ha aumentato la complessità del rischio, che non riguarda soltanto i batteri ma anche sostanze chimiche tossiche come pesticidi o alimenti naturalmente velenosi (ad esempio funghi o alcuni molluschi).
Botulismo, salmonella e listeriosi: i rischi principali da non sottovalutare quando si mangiano gli avanzi di cibo
Tra le minacce più gravi spicca il botulismo alimentare, causato dalla tossina del Clostridium botulinum, un batterio che si sviluppa in ambienti privi di ossigeno come le conserve domestiche. L’Italia detiene il primato europeo per il maggior numero di casi, con circa l’80% legati a conserve fatte in casa. I sintomi, che possono manifestarsi da poche ore fino a oltre una settimana dopo l’ingestione, comprendono annebbiamento visivo, difficoltà a parlare e deglutire, secchezza della bocca, stipsi e ritenzione urinaria, fino ad arrivare all’insufficienza respiratoria nei casi più gravi. Barattoli con tappi deformati o privi del sottovuoto e il classico “click-clack” all’apertura rappresentano segnali d’allarme da non ignorare.
La salmonella è un altro pericolo frequente, spesso associata al consumo di uova crude, carni poco cotte, latte non pastorizzato e salse. I sintomi – febbre, nausea, vomito e diarrea – si presentano generalmente entro 6-72 ore dall’ingestione. Data l’assenza di alterazioni visibili nel cibo contaminato, è difficile riconoscere la presenza del batterio, che può causare forme più gravi negli anziani, nei bambini e nelle persone con immunodeficienza.

Cosa evitare di fare quando si consumano gli avanzi di cibo – aerobus.bo.it
La listeriosi, meno nota ma estremamente pericolosa, è provocata dal batterio Listeria monocytogenes, responsabile di gravi complicanze come meningiti, encefaliti e setticemie. Gli alimenti a maggior rischio includono pesce affumicato, formaggi molli, salumi, vegetali preconfezionati e latte non pastorizzato. Le categorie più vulnerabili sono donne in gravidanza, anziani e immunodepressi.
Consigli pratici per la sicurezza degli avanzi
Il pollame deve essere cotto a una temperatura interna di almeno 74 °C, assicurandosi che la carne non sia più rosa e che i succhi siano trasparenti. Lavare il pollame sotto l’acqua corrente è sconsigliato, perché favorisce la diffusione di batteri nell’ambiente circostante.
Per il pesce affumicato, come il salmone, è fondamentale conservarlo in frigorifero fino al momento del consumo e preferire un consumo rapido dopo l’apertura, idealmente entro 24-48 ore, soprattutto per i soggetti a rischio, che dovrebbero optare per versioni cotte. Le ostriche e altri molluschi vanno conservati in frigorifero e consumati immediatamente, evitando prodotti con odore sospetto, per prevenire infezioni da batteri come il Vibrio vulnificus, potenzialmente letale per persone con patologie preesistenti.
Per i formaggi molli, come Brie, Camembert o Mozzarella, è consigliabile seguire la regola delle 2/4 ore: non lasciare i prodotti a temperatura ambiente più di due ore e consumarli entro quattro ore se non refrigerati, per ridurre il rischio da Listeria.
Le insalate e i vegetali crudi, spesso presenti nei menù di festa, devono essere maneggiati con cura, utilizzando taglieri e coltelli separati per alimenti crudi e cotti, per evitare contaminazioni incrociate.
Gli avanzi devono essere conservati rapidamente in contenitori ermetici e riposti in frigorifero mantenuto tra 0 e 4 °C. È importante non lasciare i piatti a temperatura ambiente per più di due ore, applicando la regola delle 2/4 ore, e consumare gli avanzi entro tre giorni dopo un riscaldamento accurato.
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