Economia

Successione, quota di legittima in pericolo: come puoi ancora difenderla

successione eredità quando la quota leggittima è in pericoloSuccessione, quota di legittima in pericolo: come puoi ancora difenderla- aerobus.bo.it

Nuove norme, vecchi diritti: cosa cambia davvero nella successione e quali strumenti restano per tutelare la quota di legittima.

Quando si parla di successione, la parola “legittima” evoca una sicurezza: una parte dell’eredità che la legge garantisce, a prescindere dalle volontà del defunto. Eppure, con l’evoluzione normativa e le recenti modifiche che entrano pienamente a regime nel 2026, questa tutela non è più così automatica come molti pensano. In alcuni casi, la quota riservata può risultare compromessa, soprattutto se in vita sono state effettuate donazioni rilevanti. Capire quando la legittima è in pericolo e come difenderla è oggi più importante che mai.

Chi ha diritto alla quota di legittima

Nel sistema successorio italiano, la quota di legittima rappresenta un limite preciso alla libertà di disporre dei propri beni. La legge individua chiaramente i soggetti tutelati, i cosiddetti legittimari: il coniuge, i figli e, in assenza di figli, gli ascendenti. A ciascuno spetta una porzione dell’asse ereditario stabilita dal Codice civile in base alla composizione della famiglia.

Solo la parte restante del patrimonio, definita quota disponibile, può essere attribuita liberamente tramite testamento o donazioni. Quando questo equilibrio viene alterato, nasce il problema della lesione di legittima.

La lesione si verifica quando, al momento dell’apertura della successione, uno o più legittimari ricevono beni di valore inferiore a quanto garantito dalla legge. Questo può accadere per testamenti che superano i limiti della quota disponibile oppure, più frequentemente, per donazioni fatte in vita dal de cuius.

successione eredità quando la quota leggittima è in pericolo

Chi ha diritto alla quota di legittima – aerobus.bo.it

Per accertare la violazione non basta guardare a ciò che resta al momento della morte. È necessario ricostruire l’intero patrimonio attraverso la cosiddetta “riunione fittizia”, sommando ai beni ereditari quelli donati e sottraendo i debiti. Solo così si può verificare se la legittima è stata compressa.

Quando emerge una lesione, il legittimario può tutelarsi con l’azione di riduzione. Si tratta di un rimedio previsto dal Codice civile che consente di chiedere la riduzione delle disposizioni testamentarie e, se necessario, delle donazioni eccedenti la quota disponibile. Questa azione non è illimitata nel tempo: deve essere esercitata entro dieci anni dall’apertura della successione e presuppone l’accettazione dell’eredità. È quindi fondamentale agire con consapevolezza e nei tempi corretti.

Il punto più delicato riguarda le donazioni. Con la riforma entrata in vigore dal 2025, il legislatore ha modificato in modo significativo la tutela del legittimario. Non è più possibile agire contro i terzi che hanno acquistato un bene donato, anche se quella donazione ha leso la quota di legittima.

Questo significa che l’azione di restituzione sul bene non è più ammessa. La tutela si sposta sul piano economico: il legittimario può chiedere al donatario una somma di denaro equivalente al valore della quota lesa.

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