La produzione automobilistica di Stellantis in Italia ha attraversato un crollo senza precedenti dal dopoguerra nel 2025.
I dati ufficiali indicano una drastica riduzione della produzione nei principali stabilimenti italiani del gruppo, mettendo in luce una crisi profonda che interessa non solo la capacità produttiva ma anche l’occupazione e la filiera industriale nazionale.
Nel corso del 2025, la produzione di automobili nei cinque stabilimenti italiani di Stellantis si è attestata a 213.706 unità, un calo del 24,5% rispetto al 2024 e meno della metà rispetto al 2023, quando si erano superate le 750.000 unità. Si tratta del livello più basso di produzione dal secondo dopoguerra, un periodo in cui l’industria automobilistica italiana stava ancora cercando di rialzarsi dopo la fine del conflitto mondiale.
Se si considerano anche i veicoli commerciali prodotti nello stabilimento di Atessa, in Abruzzo, il totale di produzione scende a 379.706 veicoli, comunque in calo del 20% rispetto all’anno precedente. Il dato sottolinea la fragilità crescente della rete industriale e la necessità urgente di interventi per sostenere la produzione e l’occupazione nel paese.
Tra gli stabilimenti più colpiti figura Melfi, con una contrazione del 47,2%, fermandosi a poco più di 32.000 veicoli assemblati. Anche Cassino registra una diminuzione significativa del 27,9%, toccando il minimo storico di 19.364 unità. Lo stabilimento di Pomigliano d’Arco, cuore della produzione della Fiat Panda, cala del 21,9%, mentre Modena, sede della produzione Maserati, diminuisce del 23,1%. L’unico impianto che mostra segni di crescita è Mirafiori, a Torino, con un aumento del 16,5%, grazie soprattutto all’avvio della produzione della Fiat 500 ibrida nell’ultimo trimestre del 2025.
Le ripercussioni sul lavoro e le richieste sindacali
Il drastico calo produttivo ha avuto un impatto diretto sull’occupazione. Entro la fine del 2025, quasi la metà della forza lavoro italiana di Stellantis ha fatto ricorso agli ammortizzatori sociali. Tuttavia, una notizia positiva arriva proprio da Mirafiori: dopo quasi 20 anni di cassa integrazione continua, lo stabilimento torinese è tornato a pieno regime. Dal 31 dicembre 2025 non sono stati rinnovati i contratti di solidarietà per circa 1.900 addetti, e l’azienda ha avviato l’assunzione di 434 nuovi operai, di cui 410 destinati proprio a Mirafiori per sostenere la produzione della Fiat 500 ibrida. Si tratta di un evento storico, che non si verificava da tre decenni, e che rappresenta uno spiraglio di speranza in un contesto altrimenti difficile.
Nonostante questo, i sindacati metalmeccanici, guidati da Ferdinando Uliano, segretario nazionale della FIM CISL, sottolineano che la ripresa è ancora fragile. Uliano ha chiesto con forza a Stellantis di anticipare il nuovo piano industriale e di garantire investimenti consistenti e nuovi modelli da produrre in Italia, specialmente in ambito ibrido ed elettrico. La Federazione Italiana Metalmeccanici insiste sulla necessità di interventi immediati per gli stabilimenti più penalizzati come Cassino e Melfi, per evitare ulteriori riduzioni produttive e salvaguardare i posti di lavoro.

Influenze politiche e assetti societari internazionali (www.aerobus.bo.it)
La crisi italiana di Stellantis si inserisce in un quadro più ampio di spostamento del baricentro decisionale verso la Francia, paese che con la famiglia Peugeot detiene una quota crescente nel gruppo. Secondo gli accordi di fusione tra Fiat Chrysler Automobiles e PSA, Peugeot può aumentare la propria quota dal 7,1% attuale fino al 9,6%, mentre lo Stato francese, attraverso Bpifrance, mantiene una posizione di rilievo nel capitale e nel consiglio di amministrazione di Stellantis.
Questa dinamica ha suscitato preoccupazioni a livello nazionale, con il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir) che ha evidenziato rischi per l’interesse nazionale italiano, soprattutto per il trasferimento di controllo e strategia verso Parigi. Proposte di intervento sono state avanzate, come l’ingresso di Cassa Depositi e Prestiti nel capitale, per bilanciare i poteri e tutelare tecnologia, know-how e occupazione nel settore automobilistico italiano.
La crisi produttiva negli stabilimenti italiani di Stellantis (www.aerobus.bo.it)






