La lavatrice occupa troppo spazio? Gli architetti usano strategie poco conosciute per recuperare metri preziosi senza rinunce evidenti.
Nelle case moderne, soprattutto negli appartamenti di città, ogni centimetro conta. Eppure c’è un elettrodomestico che, più di altri, finisce per rubare spazio e creare disordine visivo: la lavatrice. Indispensabile, ma spesso mal posizionata, diventa il simbolo di un compromesso forzato tra funzionalità ed estetica.
Bagni sacrificati, cucine affollate, corridoi trasformati in lavanderie improvvisate: una situazione comune a molti. Quello che pochi sanno è che gli architetti affrontano questo problema in modo molto diverso. Non cercano semplicemente “dove metterla”, ma ripensano lo spazio attorno ad essa, scoprendo metri nascosti che sembravano inutilizzabili.
Il trucco degli architetti: ecco cosa fare per recuperare spazio
Il primo segreto è smettere di ragionare solo in orizzontale. Quando il pavimento non offre alternative, lo spazio verticale diventa la risorsa più preziosa. Gli architetti progettano la zona lavanderia come un sistema, non come un singolo elettrodomestico incastrato dove capita. Una delle soluzioni più efficaci consiste nell’inserire la lavatrice in strutture verticali organizzate: colonne lavanderia, mobili a tutta altezza o nicchie studiate su misura. In questo modo, lo spazio sopra la macchina non resta inutilizzato ma diventa contenitore per detersivi, cesti, accessori o persino un piano d’appoggio estraibile. Il risultato è un ambiente più ordinato e visivamente pulito.
Un altro accorgimento fondamentale riguarda le misure reali, non solo quelle dichiarate. Gli architetti valutano l’ingombro funzionale, lo spazio necessario per aprire lo sportello, caricare e scaricare il bucato, muoversi comodamente. Spesso basta scegliere un modello slim o a carica dall’alto per recuperare centimetri decisivi, soprattutto nei bagni stretti. Molto utilizzata è anche la soluzione “lavatrice sotto il lavabo”. Con sanitari progettati appositamente, si sfrutta un’area che altrimenti rimarrebbe vuota, integrando due funzioni in un unico volume. È un trucco semplice, ma estremamente efficace nei bagni piccoli.

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Fondamentale è poi la possibilità di nascondere la lavatrice in modo pratico. Ante scorrevoli, pannelli a scomparsa o tende tecniche permettono di rendere invisibile l’area lavanderia quando non serve, mantenendo però una corretta ventilazione. Questo aspetto è cruciale: aria e accessibilità evitano problemi di umidità, cattivi odori e usura precoce. Tappetini antivibrazione, materiali fonoassorbenti e una corretta installazione riducono drasticamente rumori e vibrazioni. Una lavatrice silenziosa, ben integrata, cambia radicalmente la percezione dello spazio domestico.
Infine, nei contesti più estremi, entrano in gioco le soluzioni due-in-uno: lavatrici combinate o installazioni rialzate con vani contenitore inferiori. Non sono adatte a tutti, ma per piccoli appartamenti possono rappresentare una svolta concreta. Il vero trucco degli architetti, però, non è un singolo mobile o un modello specifico. È il cambio di prospettiva, la lavatrice non deve occupare spazio, deve farne parte. Quando viene progettata come elemento integrato e non come intrusa, la casa sembra subito più grande, ordinata e vivibile.
Se la tua lavatrice prende troppo spazio, ecco il trucco degli architetti per recuperare metri nascosti - aerobus.bo.it






