L’aumento delle accise sul gasolio e il taglio su quelle della verde cambiano la mappa dei prezzi: le aree con il maggiore divario.
In tutte le regioni italiane, escluse le tratte autostradali, il diesel in modalità self-service costa mediamente più della benzina, effetto diretto della manovra del governo che ha aumentato le accise sul gasolio e abbassato quelle sulla benzina verde. È quanto emerge dai dati ufficiali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), aggiornati al 12 gennaio 2026 e pubblicati sul sito del dicastero.
Il nuovo assetto fiscale ha generato uno scostamento medio nazionale di 3,5 centesimi al litro a sfavore del diesel, una situazione che ribalta la tendenza degli ultimi anni, dove era la benzina a risultare più costosa. L’aumento sul gasolio e il relativo abbassamento sulla verde hanno modificato la geografia dei prezzi in modo evidente: da nord a sud, in modalità self, il diesel è ormai il carburante più caro.
Le regioni con il divario più ampio: Bolzano, Toscana e Sardegna guidano la classifica
Tra le 21 regioni e province autonome, i gap più elevati tra diesel e benzina si registrano in Toscana (4,7 cent/l), nella provincia autonoma di Bolzano (4,5) e in Sardegna (4,2). In queste aree, il prezzo del gasolio ha superato con margine quello della verde, accentuando un effetto che, secondo il MIMIT, è legato sia all’intervento sulle accise che alle dinamiche internazionali dei mercati della raffinazione.

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La nuova classifica dei carburanti self evidenzia come le regioni con maggior divario siano anche quelle dove i prezzi medi assoluti sono più elevati. In particolare, Bolzano risulta in cima sia per il costo del diesel sia per quello della benzina. Il prezzo medio del gasolio self nella provincia altoatesina è il più alto in Italia, seguito da Trentino, Valle d’Aosta e Toscana.
Nel centro-nord si concentrano i valori più elevati, mentre le regioni del sud mantengono differenziali più contenuti. Non a caso, Campania (0,1 cent/l), Sicilia (0,3) e Basilicata (0,4) registrano il divario minimo tra i due carburanti. In questi territori, l’impatto della manovra si è attenuato per effetto dei margini più bassi e della concorrenza distributiva locale.
Anche nelle regioni dove il distacco è minimo, resta comunque confermata la precedenza del diesel sulla benzina in termini di prezzo al litro. L’uniformità di questo andamento su scala nazionale, al netto delle autostrade, rappresenta un cambio netto rispetto a quanto osservato negli ultimi mesi del 2025, dove i valori erano spesso in equilibrio o favorevoli al gasolio.
Benzina e diesel: le classifiche aggiornate al 12 gennaio e il peso della nuova fiscalità
Secondo l’analisi elaborata da Quattroruote su dati MIMIT, la classifica dei prezzi medi in modalità self evidenzia un quadro coerente con la riforma fiscale introdotta. Il carico delle accise ha inciso in modo diretto, spingendo il diesel al di sopra della benzina in tutte le aree monitorate, anche in quelle dove la differenza era storicamente marginale.
L’inversione di tendenza è dunque frutto di una scelta politica che ha voluto favorire la transizione energetica e penalizzare in parte il carburante considerato più inquinante. Un orientamento già emerso in altri paesi europei e che ora si concretizza anche in Italia, portando con sé conseguenze rilevanti per il settore del trasporto privato e commerciale.
Il monitoraggio periodico dei prezzi pubblicato sul portale istituzionale del Ministero consente di osservare in tempo reale l’impatto della manovra. A pochi giorni dall’entrata in vigore, il mercato si è già adeguato: sia le grandi reti che i distributori indipendenti hanno modificato le tariffe al pubblico, allineandole alle nuove aliquote.
Il tema riguarda non solo gli automobilisti privati, ma anche le aziende di logistica e trasporto che fanno largo uso di motori diesel. La crescita dei costi incide direttamente sulle spese operative, spingendo molte realtà a rivalutare la propria flotta o a introdurre veicoli alternativi. La variazione delle accise, infatti, sta già aprendo una nuova riflessione sulle scelte energetiche nei prossimi anni.
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