Economia

Piano Casa 2026: chi potrà avere un’abitazione e con quali requisiti

Piano Casa 2026Nel 2026 si potrà accedere al Piano Casa per famiglie e giovani lavoratori - aerobus.bo.it

Il Governo ha dato inizio al 2026 inaugurando un nuovo sistema che promette di risolvere il grave problema dell’emergenza abitativa.

Il Piano Casa 2026 nasce per rispondere a un’emergenza abitativa sempre più evidente, aggravata dall’aumento dei prezzi e dalla difficoltà di accedere al mercato immobiliare. Il Governo punta a realizzare 100.000 nuovi alloggi in 10 anni, affiancando la costruzione di nuove abitazioni al recupero del patrimonio pubblico inutilizzato.

L’obiettivo è offrire soluzioni abitative sostenibili a giovani, famiglie fragili, anziani autosufficienti e studenti fuori sede, categorie oggi particolarmente penalizzate. Il progetto si basa su una collaborazione estesa tra istituzioni, settore privato e realtà sociali, con l’intento di creare un’offerta stabile e accessibile.

Come funziona il Piano Casa 2026

Si tratta di una delle operazioni più rilevanti degli ultimi decenni nel campo dell’edilizia pubblica, con ricadute attese anche sul mercato del lavoro. Il Piano Casa prevede alloggi a prezzi calmierati destinati a giovani coppie, nuclei con redditi medio‑bassi, anziani in cerca di soluzioni di social housing e lavoratori fuori sede.

Piano Casa 2026

Si potrà accedere ad affitti calmierati secondo i limiti ISEE attuali – aerobus.bo.it

L’iniziativa mira a ridurre le disparità territoriali, favorendo una maggiore mobilità sociale e lavorativa tra Nord e Sud e tra aree urbane e periferiche. L’assegnazione degli alloggi seguirà criteri pensati per intercettare le situazioni più critiche, privilegiando giovani sotto i 35 anni e famiglie con ISEE medio‑basso.

Saranno considerati anche anziani autosufficienti, nuclei colpiti da sfratti per morosità incolpevole e studenti che necessitano di soluzioni temporanee. I bandi valuteranno composizione familiare, situazione economica, residenza e presenza di minori o persone con disabilità, con priorità alle emergenze abitative.

Le graduatorie terranno conto anche della permanenza in alloggi temporanei, per evitare che chi vive da anni in precarietà resti escluso. Il Piano Casa utilizza strumenti diversificati per rispondere alle esigenze di proprietà e locazione, ampliando le possibilità di accesso alla casa.

Tra questi rientrano l’edilizia residenziale pubblica, il recupero degli immobili inutilizzati e l’offerta di affitti a canone calmierato per famiglie escluse dal mercato libero. La formula rent to buy consente di iniziare con un affitto agevolato e trasformarlo in acquisto, riconoscendo parte dei canoni come anticipo.

Un ruolo centrale sarà svolto dal partenariato pubblico‑privato, con fondi immobiliari e investitori istituzionali coinvolti nella realizzazione degli interventi. Il piano prevede anche incentivi per aumentare l’offerta di affitti privati sostenibili, favorendo contratti a medio termine con agevolazioni fiscali dedicate.

L’obiettivo è superare i limiti delle politiche abitative tradizionali, integrando servizi sociali e percorsi di autonomia per le categorie più vulnerabili. Il finanziamento iniziale supera i 3 miliardi di euro, provenienti da fondi europei, regionali e nazionali destinati alla coesione sociale e alle politiche abitative.

Il vero salto di scala arriverà però dalla capacità di attrarre capitali privati, creando veicoli di investimento dedicati al social housing. L’effetto leva atteso dovrebbe moltiplicare le risorse disponibili, permettendo sia nuove costruzioni sia il recupero di immobili oggi abbandonati.

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