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Pensione, attenzione: ora l’INPS può pignorarla in questi casi

Questa decisione, che ha suscitato grande attenzione, definisce con precisione i limiti e le modalità con cui l’ente previdenzialeLa sentenza della Corte Costituzionale e il pignoramento della pensione (www.aerobus.bo.it)

Una recente sentenza della Corte Costituzionale ha apportato una svolta significativa nella gestione delle pensioni da parte dell’INPS.

Questa decisione, che ha suscitato grande attenzione, definisce con precisione i limiti e le modalità con cui l’ente previdenziale può procedere al pignoramento della pensione, garantendo al contempo la tutela del diritto al minimo vitale per il pensionato.

Con la sentenza depositata a fine 2025, la Corte Costituzionale ha confermato la piena legittimità dell’articolo 69 della legge n. 153/1969, che consente all’INPS di effettuare trattenute dirette sulle pensioni per il recupero di somme dovute in caso di indebiti, errori di calcolo o omissioni contributive. Fino a oggi, tali recuperi richiedevano un titolo esecutivo giudiziario, con conseguenti ritardi e complicazioni burocratiche. Ora, l’ente previdenziale può agire autonomamente, velocizzando l’iter di recupero, purché rispetti rigorosi parametri di proporzionalità e tutela.

Questa innovazione rappresenta un cambiamento rilevante nel sistema previdenziale italiano, poiché consente di evitare lunghe cause legali e rende più efficiente la gestione dei crediti previdenziali, senza tuttavia compromettere la dignità dei pensionati.

Limiti stringenti e tutela del principio del minimo vitale

La Corte ha sottolineato con fermezza che il pignoramento della pensione non può mai mettere a rischio il sostentamento minimo del pensionato. È infatti garantito il rispetto del cosiddetto minimo vitale, ossia la soglia economica indispensabile per assicurare un livello di vita dignitoso.

In termini pratici, ciò significa che l’INPS può trattenere solo una quota limitata della pensione, generalmente non superiore a un quinto dell’importo eccedente il minimo vitale. Qualsiasi trattenuta deve essere proporzionata all’ammontare del credito da recuperare e deve tenere conto delle necessità fondamentali del pensionato, nonché di eventuali altre trattenute già in corso per debiti precedenti.

Questa disposizione tutela i soggetti più vulnerabili e impedisce che la procedura di pignoramento diventi uno strumento punitivo o eccessivamente gravoso, preservando la capacità economica necessaria per affrontare le spese quotidiane.

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Implicazioni pratiche e diritti dei pensionati(www.aerobus.bo.it)

La nuova interpretazione giurisprudenziale dell’articolo 69 della legge n. 153/1969 ha importanti ripercussioni per i pensionati. In primo luogo, l’INPS può intervenire tempestivamente per recuperare somme percepite in modo indebito, riducendo i tempi burocratici e le lungaggini giudiziarie che in passato avevano spesso ostacolato il recupero.

D’altro canto, i pensionati hanno ora indicazioni chiare sui loro diritti e sulle modalità con cui contestare eventuali trattenute ritenute ingiuste. È fondamentale, infatti, che ogni trattenuta sia adeguatamente motivata e proporzionata: in caso di dubbi, è consigliabile rivolgersi a esperti legali o a patronati per verificare la correttezza dell’operato dell’INPS.

Il diritto a percepire una pensione che consenta una vita dignitosa rimane quindi un principio inviolabile, e la normativa aggiornata offre strumenti di tutela efficaci per far valere questa garanzia.

Come comportarsi in caso di pignoramento della pensione

I pensionati che subiscono una trattenuta da parte dell’INPS devono innanzitutto informarsi sulle ragioni che hanno portato al pignoramento e verificare che l’importo trattenuto sia conforme ai limiti di legge. È possibile consultare canali ufficiali come il portale MyINPS o rivolgersi a patronati e avvocati specializzati in diritto previdenziale.

Nel caso in cui la trattenuta non rispetti il principio di proporzionalità o scenda sotto il minimo vitale, è possibile presentare ricorsi o istanze di riesame per tutelare i propri diritti. La conoscenza delle normative aggiornate e della sentenza della Corte costituzionale aiuta a evitare abusi e a gestire con consapevolezza la propria posizione economica.

L’INPS, dal canto suo, continua a pubblicare aggiornamenti e informazioni sui propri canali istituzionali, fornendo indicazioni sulle procedure di recupero e sulle agevolazioni disponibili per i pensionati, con particolare attenzione alle novità introdotte dalla manovra finanziaria 2026.

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