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Nessuno conosce questo angolo prezioso di Roma: visitarlo ti cambierà la vita

Questo edificio, un tempo sede del quartier generale delle SS durante l’occupazione nazifascista, oggi si erge a testimonianza vivente degli orroriUn edificio intriso di storia e sofferenza(www.aerobus.bo.it)

Nel cuore della capitale italiana si nasconde un luogo di memoria intensa e profonda, un museo storico situato in via Tasso 145.

Questo edificio, un tempo sede del quartier generale delle SS durante l’occupazione nazifascista, oggi si erge a testimonianza vivente degli orrori subiti e della lotta per la libertà che ha caratterizzato la Resistenza romana.

Il museo occupa l’edificio costruito negli anni Trenta dal principe Francesco Ruspoli, inizialmente destinato a ufficio culturale dell’Ambasciata tedesca. Dopo l’8 settembre 1943, divenne sede delle SS comandate da Herbert Kappler, una figura chiave nella repressione nazista a Roma. Qui, tra settembre 1943 e giugno 1944, furono rinchiusi, interrogati e torturati centinaia di partigiani, civili e militari della Resistenza. Le stanze trasformate in celle, con finestre murate e condizioni disumane, conservano ancora oggi i graffiti originali lasciati dai prigionieri, simboli tangibili di un dolore e di una dignità umana che nessuna tortura poté spezzare.

Le celle, conservate senza alcuna ricostruzione, raccontano la realtà di un carcere clandestino: spazi angusti, bui, privi di ogni confort, dove i detenuti erano costretti a vivere in condizioni di estrema sofferenza, con un solo pasto quotidiano e il tempo scandito dall’attesa angosciosa di un destino incerto.

Le storie di chi ha fatto la Resistenza

Tra i prigionieri di via Tasso spiccano figure di rilievo come Giuliano Vassalli, partigiano, giurista e futuro presidente della Corte costituzionale, il colonnello Giuseppe Cordero di Montezemolo, i generali Sabato Martelli Castaldi e Roberto Lordi, e il sindacalista Bruno Buozzi. Vassalli, recentemente celebrato anche per il suo contributo alla riforma del processo penale italiano, fu protagonista di un episodio emblematico della Resistenza: la rocambolesca fuga dal carcere di Regina Coeli di Sandro Pertini e Giuseppe Saragat, ideata e organizzata da lui stesso.

Vassalli venne poi arrestato e torturato proprio nel carcere di via Tasso, ma non tradì mai i suoi compagni. La sua figura incarna la sinergia tra impegno civile e rigore giuridico, un maestro che ha lasciato un segno indelebile nella storia italiana, non solo come eroe della Resistenza ma anche come innovatore del diritto penale, con la riforma del Codice di procedura penale del 1989, nota come “Codice Vassalli”. Oggi, la sua eredità è nuovamente al centro del dibattito giuridico italiano, con le riforme in corso che intendono completare il sistema da lui avviato.

Accanto a queste figure celebri, il museo rende omaggio anche a molti altri partigiani e civili meno noti, ma altrettanto coraggiosi, offrendo un racconto corale della lotta antifascista attraverso documenti, fotografie, schede di arresto e oggetti personali.

Una sezione importante del museo è dedicata alla drammatica persecuzione degli ebrei romani durante il fascismo e la Seconda guerra mondiale,

La memoria della persecuzione e la valorizzazione del museo (www.aerobus.bo.it)

Una sezione importante del museo è dedicata alla drammatica persecuzione degli ebrei romani durante il fascismo e la Seconda guerra mondiale, illustrando la connessione tra le leggi razziali del regime e le deportazioni naziste. Questo percorso storico aiuta a comprendere la complessità della repressione, inserendo Roma in un contesto europeo più ampio di discriminazione e violenza sistematica.

Il Museo storico della Liberazione non è solo un luogo di conservazione della memoria ma anche un centro vivo di cultura e istruzione. Dal 1950, quando la principessa Josepha Brazzà in Ruspoli donò gli appartamenti utilizzati come carcere allo Stato, è stato istituito ufficialmente nel 1957 con una legge dedicata. Attualmente è di proprietà del Ministero della Cultura ed è gestito dalla Soprintendenza Speciale di Roma.

Negli ultimi anni, il museo ha beneficiato di interventi di valorizzazione che hanno interessato sia l’esterno che l’interno dell’edificio, con l’installazione di nuove targhe, illuminazioni suggestive e l’introduzione di supporti multimediali che arricchiscono la visita con filmati storici dell’Istituto Luce. La biblioteca annessa raccoglie testi, giornali e materiali d’archivio che approfondiscono la storia della Resistenza e della deportazione.

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