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L’hotel senza pareti nel cuore delle Alpi: dormire sotto le stelle non è mai stato così lussuoso

hotel senza paretiL'hotel senza pareti nel cuore delle Alpi: dormire sotto le stelle non è mai stato così lussuoso (Fonte IGnullstern_theonlystarisyou ) - aerobus.bo.it

Dormire sotto le stelle a 2.000 metri: l’esperienza estrema (e costosa) dell’hotel senza pareti né tetto

Vi svegliate nel cuore della notte, al freddo, con solo una coperta addosso e il cielo che vi osserva in silenzio. Niente muri, nessun tetto, nessun soffitto da fissare. Solo stelle, montagne e silenzio assoluto. Questo è il concetto del Null Stern Hotel, un’esperienza fuori dagli schemi che ha preso forma in Svizzera e che da anni continua a far parlare. Un letto matrimoniale piazzato nel nulla alpino, con un maggiordomo personale a portata di mano, e un prezzo che sfiora i 350 euro a notte. Non è una gita. È una provocazione trasformata in soggiorno di lusso.

Un letto in mezzo alle Alpi con un maggiordomo che ti fa anche il telegiornale

L’idea nasce nel 2008 da Frank e Patrik Riklin, due artisti svizzeri, insieme all’albergatore Daniel Charbonnier. Il nome “Null Stern” significa letteralmente “zero stelle”, ma il gioco linguistico è più sottile: via le stelle della classificazione alberghiera, spazio a quelle vere, che si vedono dal cuscino. Le suite a cielo aperto si trovano in diverse location tra i 1.600 e i 2.000 metri di altitudine: nei vigneti di Saillon, vicino al massiccio dell’Ardevaz, o accanto al vigneto più piccolo del mondo, proprietà del Dalai Lama.

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Un letto in mezzo alle Alpi con un maggiordomo che ti fa anche il telegiornale (Fonte IGnullstern_theonlystarisyou ) – aerobus.bo.it

L’esperienza è tanto estrema quanto curata. Nonostante la totale assenza di infrastrutture visibili, avrete a disposizione un maggiordomo in smoking che dorme in una capanna lì vicino e si occuperà di voi in tutto e per tutto. Colazione servita nel letto, pranzo e cena su richiesta, trasferimento in una camera al coperto in caso di maltempo. E poi c’è l’intrattenimento: la TV umana. Ogni sera, il maggiordomo entra in una cornice di legno e vi legge le notizie del giorno, vi racconta le previsioni meteo e magari vi fa anche ridere con una barzelletta.

È difficile capire se si stia partecipando a un’installazione artistica, a una forma di protesta contro l’hôtellerie moderna o semplicemente a una forma alternativa di meditazione alpina. Quello che è certo è che il Null Stern non lascia indifferenti. Nemmeno nel portafoglio. Eppure, la lista d’attesa per alcune location è lunga. Anche chi può permettersi le cinque stelle vuole provare cosa vuol dire averne zero.

Versione urbana, messaggio politico e il paradosso di pagare per non avere nulla

Non esiste solo la versione romantica tra le montagne. Il progetto ha anche una declinazione urbana, che porta il concetto alle estreme conseguenze. In una delle edizioni più discusse, una suite è stata posizionata accanto a una pompa di benzina, sempre senza tetto né pareti, ma con lo stesso prezzo: 325 franchi svizzeri. In questo caso il messaggio è esplicito: dormire circondati dal rumore, dal traffico e dallo smog, con lo sguardo rivolto verso montagne che sembrano finte. Una domanda silenziosa, ma violenta: è questo il mondo che vogliamo?

Chi dorme in quelle stanze può lasciare messaggi sotto al materasso, come un diario notturno a disposizione del prossimo ospite. Alcuni scrivono per scherzo: “Spero tu abbia portato i tappi per le orecchie”, altri lasciano riflessioni personali sul tempo che passa, sulla solitudine, sul prezzo della benzina o sull’assenza di confini tra arte, provocazione e turismo.

Il concetto è chiaro: l’essenziale è invisibile agli occhi, ma può essere percepito da chi sa ascoltare il buio, il vento, o il silenzio di un posto che non offre nulla se non la possibilità di fermarsi. In un’epoca in cui tutto è iperconnesso e sorvegliato, dormire all’aperto, completamente esposti, diventa un atto di fiducia, o di ribellione.

Non è per tutti. Serve voglia di rischiare, spirito di adattamento e anche un po’ di ironia. Ma forse è proprio questa follia volontaria, questa scelta deliberata di togliere il superfluo, che dà senso al tutto. Paghi per non avere niente, ma quel niente vale più di qualsiasi extra.

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