La nuova funzione consente di interagire con l’AI tramite annotazioni grafiche sulle immagini, rendendo più intuitivo e accessibile l’utilizzo di Gemini su web e mobile.
Google continua a innovare nel campo dell’intelligenza artificiale con il lancio di una nuova funzione all’interno di Gemini, il suo avanzato modello AI. Questa novità, chiamata Mark Up, promette di rivoluzionare il modo in cui gli utenti interagiscono con le immagini, offrendo un sistema intuitivo per comunicare con l’intelligenza artificiale tramite annotazioni grafiche direttamente sulle foto, senza dover digitare lunghi prompt testuali.
Mark Up: la nuova frontiera dell’interazione visiva con Gemini
La funzione Mark Up si basa sul modello Gemini Nano Banana, una versione compatta e altamente specializzata che consente all’utente di dialogare con l’AI in modo più naturale e immediato. In pratica, una volta caricato uno scatto, l’utente può utilizzare strumenti di disegno a mano libera per tracciare linee, cerchiare dettagli o aggiungere brevi note direttamente sull’immagine. Questi segni grafici non sono semplici annotazioni: vengono interpretati dal sistema come comandi operativi, che guidano l’elaborazione intelligente e mirata dell’immagine.
Questo approccio elimina la necessità di tradurre mentalmente le proprie richieste in parole, abbattendo così le barriere linguistiche e rendendo l’uso dell’AI più accessibile anche a chi fatica a esprimersi con prompt testuali complessi. Mark Up permette di focalizzare l’attenzione dell’intelligenza artificiale su aree specifiche della foto, facilitando risposte personalizzate e molto precise.
È importante sottolineare che la nuova funzione non sostituisce la scrittura, ma la integra: è possibile combinare annotazioni grafiche e comandi testuali, creando un linguaggio ibrido che amplia enormemente le potenzialità di personalizzazione e controllo offerti da Gemini.

Gemini e Mark Up nel 2026 – Aerobus.bo.it
L’introduzione di Mark Up avviene in un momento di grande fermento per Google, che nelle ultime settimane ha presentato anche l’integrazione di Gemini con NotebookLM, una piattaforma di gestione intelligente delle note, e il lancio di SynthID, un protocollo di sicurezza pensato per identificare e marcare i contenuti video generati con modelli di AI.
Attualmente, la funzione Mark Up è in fase di distribuzione graduale: la versione web è già disponibile per i primi test, mentre gli utenti delle app su dispositivi Android e iOS vedranno comparire l’icona dell’editor grafico nei prossimi giorni, man mano che il rollout verrà esteso a livello globale. Questa modalità di rilascio lato server significa che non sarà necessario alcun aggiornamento manuale da parte degli utenti.
L’approccio graduale consente a Google di monitorare l’adozione e raccogliere feedback per ottimizzare ulteriormente l’esperienza d’uso, garantendo un lancio senza problemi su tutti i dispositivi.
Con l’introduzione di Mark Up, Google punta a superare uno dei principali ostacoli nell’interazione con i modelli generativi: la complessità dei prompt testuali. Molti utenti trovano difficile o poco immediato descrivere esattamente cosa vogliono ottenere da un’intelligenza artificiale basata su testo; la possibilità di usare disegni e annotazioni rende la comunicazione più istintiva e diretta.
Questa innovazione non solo amplia la platea di utilizzatori potenziali di Gemini, ma rappresenta anche un passo avanti significativo verso un’intelligenza artificiale più inclusiva e amichevole, che si adatti meglio alle diverse competenze e modalità di espressione umana.
Gemini: cosa cambia per Google - Aerobus.bo.it






