Notizie

INPS maxi rivalutazione, aumenti fino a 440 euro più arretrati: tutte le cifre fascia per fascia

La riforma fiscale 2026 introduce novità importanti non solo nel calcolo pensionistico ma anche nell’ambito dell'IrpefRivalutazione pensioni INPS e nuovi parametri di calcolo (www.aerobus.bo.it)

Con l’avvicinarsi del 2 febbraio 2026, si intensificano le attese per l’entrata in vigore della maxi rivalutazione delle pensioni INPS.

La riforma fiscale 2026 introduce novità importanti non solo nel calcolo pensionistico ma anche nell’ambito dell’Irpef, con benefici concentrati soprattutto sul ceto medio.

L’appuntamento del 2 febbraio rappresenta un momento cruciale per i pensionati, in quanto l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale dovrebbe applicare i nuovi parametri di calcolo della pensione netta, comprensivi degli arretrati relativi al mancato pagamento di gennaio. Questo intervento si traduce in incrementi che variano in base alla fascia di reddito, con aumenti fino a 440 euro lordi annui per le pensioni più consistenti.

I rincari di importo più modesto interesseranno invece le fasce con redditi più bassi. Per esempio, i pensionati con un assegno annuo di circa 30.000 euro (circa 2.300 euro lordi mensili) riceveranno un aumento annuo di circa 40 euro, che si traduce in un lieve incremento mensile di poco più di 3 euro. La forbice si amplia salendo verso assegni più elevati: una pensione annua di 40.000 euro (circa 3.076 euro mensili) beneficia di un risparmio annuo di 240 euro, mentre il massimo dell’incremento, pari a 440 euro annui (33,85 euro mensili), si applica a pensioni annue intorno ai 50.000 euro (3.846 euro mensili).

L’erogazione degli arretrati a febbraio comporterà inoltre una corresponsione una tantum che per i pensionati più ricchi si aggirerà intorno ai 67 euro, oltre alla rivalutazione mensile ordinaria. Questa misura contribuisce a recuperare il ritardo accumulato nel pagamento della mensilità di gennaio.

La riforma fiscale 2026: taglio Irpef e impatti sui pensionati

Parallelamente alla rivalutazione delle pensioni, la Manovra fiscale 2026 ha previsto una significativa rimodulazione dell’Irpef, con l’obiettivo di alleggerire la pressione fiscale sul ceto medio. Il cuore dell’intervento riguarda la riduzione dell’aliquota dal 35% al 33% per il secondo scaglione di reddito, ossia per i redditi annui compresi tra 28.000 e 50.000 euro.

Il taglio Irpef del 2% interessa circa 13,6 milioni di contribuenti, equivalenti al 30% della platea fiscale, e rappresenta un risparmio fiscale che può tradursi in aumenti netti fino a 440 euro all’anno per i pensionati più abbienti nella fascia intermedia. Tuttavia, la misura non è estesa a tutti: per i redditi superiori a 200.000 euro annui la riduzione viene neutralizzata dalla riduzione delle detrazioni per redditi da pensione, così da mantenere una neutralità fiscale per le fasce più alte.

Questo intervento in ambito fiscale si inserisce in un quadro più ampio che prevede anche la tassazione agevolata al 5% sugli incrementi contrattuali e all’1% sui premi di produttività per redditi fino a 33.000 euro, misure che mirano a sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori dipendenti e pensionati.

pensioni di reversibilità novità

Incremento al milione e contrasto alla povertà previdenziale(www.aerobus.bo.it)

Un altro aspetto rilevante della Manovra riguarda il potenziamento del cosiddetto “incremento al milione”, una maggiorazione destinata a pensionati con trattamenti minimi, assegno sociale e pensioni di invalidità civile totale (100%). Dal 2026 l’importo di questa maggiorazione cresce di 20 euro mensili, passando da 135 a 155 euro.

La platea beneficiaria è definita da criteri anagrafici e contributivi stringenti. Per i pensionati ordinari, il diritto all’“incremento al milione” si acquisisce generalmente al compimento dei 70 anni, ma può essere anticipato fino a 65 anni in ragione degli anni di contribuzione versati (un anno di anticipo ogni 5 anni di contributi). Per i titolari di pensioni di invalidità civile totale, l’accesso è previsto già al compimento della maggiore età.

Grazie a questo aumento, l’importo massimo percepibile per queste prestazioni assistenziali e previdenziali integrate sale a 770 euro mensili. Anche in questo caso gli arretrati di gennaio saranno corrisposti a febbraio, garantendo un recupero immediato.

Change privacy settings
×