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IMU, le nuove regole entrano in vigore: chi paga di meno con le aliquote aggiornate

imu casaNuove regole e uniformità nella determinazione delle aliquote IMU(www.aerobus.bo.it)

Con l’inizio del nuovo anno entra in vigore la revisione dell’IMU, che introduce un sistema di aliquote uniformate e più eque.

La normativa, aggiornata dal decreto ministeriale del 6 novembre 2025 e pubblicata ufficialmente in Gazzetta Ufficiale il 12 novembre 2025, mira a superare la complessità e la frammentazione che avevano caratterizzato il calcolo dell’imposta negli anni precedenti. La riforma interessa tutti i 7.904 comuni italiani, obbligati ad adottare criteri omogenei per la determinazione delle aliquote, con margini di discrezionalità ridotti e ben delineati.

La riforma dell’IMU nasce dall’esigenza di garantire maggiore trasparenza e uniformità nel pagamento dell’imposta, eliminando le disparità territoriali estreme che avevano portato a situazioni di forte squilibrio tra contribuenti con immobili simili ma ubicati in comuni diversi. Fino a fine 2025, infatti, si contavano circa 250.000 diverse varianti nel calcolo dell’IMU su tutto il territorio nazionale, generando confusione e difficoltà di previsione per i proprietari.

Il nuovo sistema di aliquote impone ai comuni di attenersi a una tabella standard (Allegato A del decreto ministeriale), che stabilisce limiti massimi e criteri uniformi. I sindaci possono comunque modulare le aliquote, ma solo entro i parametri fissati a livello nazionale e per categorie di immobili già definite. Nel caso in cui un Comune non si adegui, sarà applicata automaticamente una aliquota standard nazionale.

Questa misurazione più rigida e trasparente consente ai contribuenti di conoscere con esattezza l’importo dovuto, usufruendo di strumenti di calcolo standardizzati messi a disposizione dagli enti locali e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Agevolazioni per chi possiede una seconda casa

Tra le principali novità introdotte, spicca la possibilità per i Comuni di applicare aliquote ridotte per le abitazioni “tenute a disposizione”, ossia seconde case non affittate né concesse in comodato, ma utilizzate soltanto saltuariamente durante l’anno. Fino a pochi mesi fa, queste proprietà erano soggette alle aliquote ordinarie, spesso elevate, soprattutto nelle località turistiche.

Il nuovo meccanismo prevede che l’aliquota IMU possa essere modulata in base ai mesi effettivi di utilizzo dell’immobile, un criterio che introduce un principio di equità fiscale: chi trascorre solo alcune settimane o mesi nella seconda casa contribuisce proporzionalmente ai servizi comunali di cui effettivamente usufruisce.

Per verificare l’effettivo utilizzo, i Comuni potranno fare riferimento a parametri oggettivi come i consumi delle utenze domestiche (energia elettrica, acqua, gas), e anche alla presenza e alla tipologia di arredamento, seguendo una logica simile a quella adottata per la Tassa sui Rifiuti. Questa agevolazione, tuttavia, non si applica agli immobili destinati a locazioni turistiche brevi o affitti tradizionali, che continueranno a essere tassati con le aliquote ordinarie.

Per i proprietari di seconde case in località con aliquote storicamente elevate, questa novità rappresenta un’importante opportunità di risparmio, che potrebbe tradursi in centinaia di euro di minore spesa annua.

Imu calcolatrice

Esenzioni per immobili inagibili e non utilizzabili(www.aerobus.bo.it)

Un altro aspetto rilevante riguarda gli immobili dichiarati inagibili o non utilizzabili a causa di eventi calamitosi o altre cause strutturali. Il decreto consente ai Comuni di azzerare o ridurre significativamente l’aliquota IMU sui beni immobili che risultano inutilizzabili, come quelli danneggiati da terremoti, alluvioni o altri eventi estremi che hanno colpito diverse zone d’Italia negli ultimi anni.

La norma va anche oltre la sola casistica delle calamità naturali, lasciando ai sindaci la possibilità di estendere le esenzioni anche a immobili inagibili per “cause diverse”, come ad esempio crolli dovuti a vetustà o cedimenti strutturali non riconducibili a eventi naturali. Questa flessibilità mira a evitare che proprietari già in difficoltà economica a causa dello stato dell’immobile debbano comunque sostenere il peso fiscale dell’IMU.

Per accedere a queste agevolazioni sarà necessario presentare documentazioni tecniche, come perizie di tecnici abilitati o certificazioni rilasciate dagli uffici comunali competenti, che attestino lo stato di inagibilità.

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