Dalle prime sfide universitarie agli stadi virtuali gremiti, gli sport elettronici ridefiniscono l’intrattenimento e attirano investimenti trasversali anche nel nostro Paese.
Gli sport elettronici hanno attraversato un percorso straordinario, trasformandosi da semplice passatempo per appassionati in un colosso economico globale che sta conquistando anche l’Italia con numeri e risultati senza precedenti. Questo settore in continua espansione si caratterizza per competizioni professionali che coinvolgono milioni di spettatori e generano introiti miliardari, confermandosi come un fenomeno culturale e commerciale di primaria importanza.
Gli eSport in Italia: un mercato in rapida evoluzione
Gli eSport rappresentano competizioni di videogiochi di livello agonistico e professionistico, tipicamente in modalità multiplayer, ma anche con sfide a giocatore singolo basate sul punteggio più alto. Le discipline più diffuse spaziano dai giochi strategici in tempo reale (RTS), ai picchiaduro, agli sparatutto in prima persona (FPS), fino ai MOBA (Multiplayer Online Battle Arena), senza trascurare simulatori sportivi e titoli di corse automobilistiche.
La storia degli sport elettronici affonda le sue radici nel 1972, quando all’Università di Stanford si disputò il primo torneo di Spacewar!, un evento che rappresenta l’alba di un movimento destinato a rivoluzionare l’intrattenimento digitale. Nel corso degli anni Ottanta e Novanta, con la diffusione della banda larga e l’evoluzione tecnologica, gli eSport sono esplosi fino a occupare oggi interi stadi reali e virtuali, con un pubblico globale che supera i 250 milioni di appassionati.
L’industria degli sport elettronici è cresciuta esponenzialmente nel corso degli anni 2000, con l’avvento di piattaforme di streaming come Twitch e YouTube Gaming che hanno reso le competizioni accessibili a un pubblico globale, trasformando gli eventi in veri e propri show mediatici con commentatori, arbitri e squadre professionistiche. Titoli come League of Legends, Dota 2, Valorant e EA Sports FC (l’erede di FIFA) sono ormai protagonisti indiscussi delle competizioni internazionali.
In Italia, il pregiudizio che vedeva il videogioco competitivo come un mero passatempo adolescenziale è stato ampiamente superato. Secondo l’ultimo rapporto IIDEA-Deloitte del 2024, sono 7,3 milioni gli italiani che hanno seguito almeno una volta un evento di eSport negli ultimi sei mesi, con una base di fan regolari – che guardano competizioni ogni settimana – pari a 3,3 milioni.

Come partecipare agli eSport games – Aerobus.bo.it
Lo spettatore italiano medio è un uomo nella fascia d’età 25-44 anni (47%), con un profilo socioeconomico di lavoratore a tempo pieno, con reddito medio-alto e propensione a spese per abbonamenti digitali, merchandising e hardware di fascia alta. Interessante è la distribuzione geografica: molti appassionati risiedono in piccoli centri urbani, contribuendo a creare una vasta piazza digitale che si estende ben oltre le grandi metropoli.
Milano si conferma il fulcro del business e degli eventi, con manifestazioni di rilievo come la Milan Games Week & Cartoomics, ma anche città come Lucca e Napoli si affermano come capitali temporanee del settore grazie a eventi come il Comics & Games e il Comicon.
L’industria italiana degli eSport ha superato nel 2023 il miliardo di dollari di ricavi a livello globale, con una crescita a doppia cifra prevista per i prossimi anni anche nel nostro Paese. La maggior parte delle entrate italiane proviene dalla pubblicità (80%), dalla consulenza e dalla creazione di contenuti, mentre la vendita diretta di software rappresenta solo una piccola frazione del fatturato.
Il modello di business si basa sempre più su prodotti free-to-play che generano guadagni attraverso un ecosistema di servizi, sponsorizzazioni e merchandising. Brand non tradizionali come compagnie assicurative, case automobilistiche, banche, catene di fast food e persino marchi di alta moda come Gucci e Armani stanno investendo nel settore per intercettare un pubblico giovane e aperto a nuove forme di comunicazione.
Organizzazioni italiane di spicco come QLASH e Mkers, nate come semplici squadre, si sono evolute in media company capaci di influenzare opinioni e attrarre investimenti rilevanti, mentre organizzatori di eventi come PG Esports contribuiscono a consolidare il mercato nazionale.
Tra i protagonisti italiani spiccano atleti digitali di calibro mondiale come Riccardo “Reynor” Romiti, che ha conquistato titoli internazionali in giochi strategici come StarCraft II. La sua routine di allenamento, che comprende anche cura della postura e preparazione mentale, testimonia la crescente professionalizzazione del settore, con carriere intense ma spesso brevi a causa del rischio di burnout.
A livello internazionale, eventi come il World Esports Championship 2025 (WEC25), svoltosi a Kuala Lumpur con la partecipazione di rappresentative di oltre 100 nazioni, confermano la dimensione globale e la popolarità crescente di queste competizioni. L’inclusione di discipline come gli scacchi nella prossima Esports World Cup 2025 a Riyadh sottolinea l’ampliamento del panorama competitivo.
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