Mai sentito parlare di “vigile elettronico”? Questo sistema mette in crisi migliaia di automobilisti italiani.
Con l’avvicinarsi dell’entrata in vigore della normativa Euro 7, prevista per il 29 novembre 2026, si delineano importanti novità per il settore automobilistico e per la tutela ambientale in Europa. Questa nuova regolamentazione, che sostituirà e rafforzerà gli standard attualmente vigenti con Euro 6 dal 2014, introduce limiti più stringenti sulle emissioni e un sistema di controllo innovativo destinato a rivoluzionare la gestione delle auto in circolazione.
Il regolamento europeo 2024/1257 definisce requisiti più rigorosi per l’omologazione dei veicoli, applicabili dapprima ai nuovi modelli a partire dal novembre 2026 e successivamente a tutti i veicoli in vendita dal novembre 2027. Le prove di emissione saranno più ampie e realistiche, considerando un maggior numero di condizioni di guida: ad esempio, si effettueranno test a quote fino a 1.800 metri sul livello del mare, a temperature fino a 45 gradi Celsius e in condizioni di motore freddo durante le accelerazioni.
Uno dei punti di maggiore rilevanza riguarda il limite massimo di ossidi di azoto che scende a 60 mg/km anche per i veicoli diesel, uniformandosi così a quello delle vetture a benzina, una misura capace di ridurre sensibilmente l’impatto di uno degli inquinanti più dannosi per la salute e l’ambiente. Euro 7 introduce inoltre restrizioni sulle emissioni generate dall’usura degli pneumatici e delle pastiglie dei freni, con una riduzione stimata fino al 27% rispetto ai valori attuali.
Il “vigile elettronico”: la nuova frontiera del controllo ambientale
La vera rivoluzione della normativa Euro 7 è rappresentata dall’On-Board Monitoring (OBM), un sistema di controllo elettronico permanente che è stato soprannominato “vigile elettronico” per la sua capacità di vigilare costantemente sulle emissioni prodotte durante il funzionamento del veicolo. Questo dispositivo obbligatorio, integrato nel veicolo, sfrutta una rete di sensori per monitorare in tempo reale la produzione di inquinanti come NOx e particolato, garantendo che il veicolo mantenga la conformità agli standard ambientali per almeno 10 anni o 200.000 chilometri.
Il sistema non solo informa il conducente se il veicolo supera i limiti di emissione, ma può anche trasmettere dati alle autorità competenti riguardo lo stato di manutenzione e il funzionamento dei sistemi anti-inquinamento. Ciò rappresenta un passo decisivo per contrastare le modifiche non autorizzate ai motori o ai sistemi di scarico, come le elaborazioni non omologate delle centraline elettroniche, che possono compromettere l’efficacia delle tecnologie di riduzione degli inquinanti.

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L’introduzione di Euro 7 e del “vigile elettronico” comporta sfide significative per i costruttori automobilistici, che dovranno investire in tecnologie di controllo delle emissioni sempre più sofisticate e garantire la durabilità dei sistemi anti-inquinamento nel tempo. Allo stesso tempo, i possessori di veicoli dovranno prestare maggiore attenzione alla manutenzione e rispettare le normative per evitare sanzioni o la perdita di conformità. Questa normativa rappresenta un importante passo avanti nella lotta all’inquinamento atmosferico, ponendo l’Europa all’avanguardia nella regolamentazione ambientale dei veicoli, con benefici attesi per la qualità dell’aria e la salute pubblica. Tuttavia, la sua attuazione richiederà un equilibrio delicato tra innovazione tecnologica, costi industriali e consapevolezza degli utenti finali.
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