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Caos Rai: la serie L’invisibile con Lino Guanciale slitta e scompare dai palinsesti

Lino GuancialeCaos Rai: la serie L’invisibile con Lino Guanciale slitta e scompare dai palinsesti (Fonte IG@lino_guanciale_official ) - aerobus.bo.it

Lino Guanciale e la serie scomparsa: “L’invisibile” bloccata dalla Rai prima della messa in onda

Doveva segnare il ritorno in prima serata di uno degli attori più amati della televisione italiana. Invece, “L’invisibile” con Lino Guanciale e Levante è scomparsa dai palinsesti Rai. La miniserie, annunciata per il 13 e 14 gennaio 2026, è stata rimossa senza spiegazioni ufficiali. A riportare la notizia è TvBlog, che conferma lo stop improvviso da parte della rete. Nessun rinvio comunicato, nessuna nuova data all’orizzonte. Solo un silenzio mediatico che alimenta le ipotesi su una delle fiction più attese della stagione.

L’invisibile prometteva di raccontare con intensità la lunga caccia al boss mafioso Matteo Messina Denaro, scomparso per trent’anni e arrestato nel 2023. Un tema delicato, ancora caldo per l’opinione pubblica. Il fatto che la Rai abbia bloccato il progetto proprio a ridosso della messa in onda ha sorpreso anche addetti ai lavori e fan. La serie doveva debuttare come evento in due serate, con un cast che univa attori navigati e volti nuovi: accanto a Guanciale, anche Ninni Bruschetta, Leo Gassmann, Noemi Brando, oltre alla cantautrice Levante, al suo primo ruolo da attrice.

Lino Guanciale e l’attesa per il ritorno sul piccolo schermo

Nato ad Avezzano nel 1979, Lino Guanciale è da anni uno dei volti simbolo della fiction Rai. Il suo percorso inizia a teatro, dopo gli studi all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico. Il cinema resta una parentesi, ma è la televisione a regalargli la popolarità: da Una grande famiglia a Non dirlo al mio capo, passando per L’allieva e La porta rossa, Guanciale ha saputo muoversi tra ruoli romantici, investigativi e noir con una presenza scenica riconoscibile.

Lino Guanciale

Lino Guanciale e l’attesa per il ritorno sul piccolo schermo (Fonte IG@lino_guanciale_official ) – aerobus.bo.it

Il suo ruolo più acclamato resta quello del Commissario Ricciardi, un personaggio drammatico e introspettivo ambientato nella Napoli degli anni Trenta, dove l’attore ha potuto esplorare registri profondi, anche psicologici. Con L’invisibile, Guanciale avrebbe dato corpo a un’altra figura intensa: il colonnello Lucio Arcidiacono, ispirato a reali investigatori del ROS dei Carabinieri. Un uomo ossessionato dalla giustizia, disposto a sacrificare tutto per rintracciare l’ultimo fantasma di Cosa Nostra.

La fiction, prodotta da Rai Fiction, era stata promossa anche per la presenza della cantante Levante, che interpreta la moglie del protagonista. Un ruolo impegnativo, che avrebbe segnato l’inizio di una nuova carriera nell’audiovisivo. Il progetto, annunciato con entusiasmo, sembrava perfettamente allineato alle linee editoriali Rai: attualità, memoria civile e legalità.

La serie su Messina Denaro e lo stop inatteso della Rai

Il cuore della trama è l’inseguimento lungo tre decenni a Matteo Messina Denaro, ultimo grande latitante della mafia siciliana. Un’ombra che ha attraversato inchieste, depistaggi e generazioni. La fiction parte da Palermo, tocca Roma e altre città chiave nell’indagine, mettendo in scena le pressioni, gli errori e le verità taciute che hanno accompagnato la caccia al boss.

Nel racconto, il colonnello Arcidiacono diventa il volto di una giustizia paziente ma ostinata. Attorno a lui, un intreccio di storie personali e tensioni pubbliche costruisce un dramma collettivo, più che una semplice cronaca giudiziaria. La scrittura prometteva equilibrio tra azione investigativa e introspezione, tra dovere e dubbio. Non a caso, il titolo L’invisibile richiama non solo il latitante, ma anche tutto ciò che sfugge, si nasconde, viene ignorato: le zone grigie dello Stato, le vite dei carabinieri, i vuoti lasciati dal potere.

Il blocco della messa in onda, avvenuto senza comunicazioni ufficiali, apre scenari incerti. Censura? Questioni interne? Tempi non maturi? Nessuna risposta, almeno per ora. Chi lavora alla serie è stato informato solo dell’annullamento momentaneo, senza indicazioni su quando – e se – andrà in onda.

Una situazione che rischia di alimentare dubbi anche tra i telespettatori, proprio mentre la Rai tenta di rilanciare la sua identità narrativa con prodotti di impegno civile. Il caso L’invisibile lascia un vuoto in un inizio d’anno televisivo già saturo di aspettative. E pone domande su come vengono scelte (e bloccate) le storie da raccontare al pubblico.

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