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Bollo auto 2026, arriva il nuovo metodo di calcolo: quanto si paga adesso e le scadenze

bollo auto 2026Bollo auto: modalità pagamento 2026 - Aerobus.bo.it

Dal 2026 il bollo auto cambia: nuove regole su scadenze, pagamenti digitali e gestione centralizzata. Ecco cosa sapere su esenzioni, sanzioni e novità per i proprietari.

Il 2026 segna una svolta significativa per la tassa automobilistica in Italia con l’introduzione di un nuovo metodo di calcolo e di gestione del bollo auto, che interessa soprattutto le vetture immatricolate dal 1° gennaio di quest’anno. Le novità sul bollo auto 2026 rappresentano un passo verso una maggiore uniformità a livello nazionale, semplificazione delle procedure e digitalizzazione dei pagamenti, con impatti rilevanti per automobilisti e amministrazioni regionali.

Nuove scadenze e modalità di pagamento per il bollo auto

Dal 2026 il calcolo dell’importo del bollo auto rimane ancorato a due parametri fondamentali: la potenza del motore espressa in kilowatt e la classe ambientale del veicolo. Tuttavia, le principali innovazioni riguardano le scadenze del pagamento e le modalità con cui il tributo deve essere corrisposto.

Da quest’anno, per le auto di nuova immatricolazione, il bollo deve essere pagato entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di immatricolazione. Per esempio, se un veicolo viene immatricolato il 15 marzo 2026, il primo versamento dovrà essere effettuato entro il 30 aprile 2026. Negli anni seguenti, la scadenza rimarrà sempre nel medesimo mese dell’immatricolazione, uniformando così la tassazione su tutto il territorio nazionale. Prima del 2026, la scadenza variava da regione a regione e anche in base al giorno di immatricolazione, con regole meno omogenee e spesso fonte di confusione.

Altro cambiamento di rilievo è l’eliminazione della possibilità di rateizzare il bollo con pagamenti mensili o semestrali. L’imposta va corrisposta in un’unica soluzione annuale, fatta eccezione per alcune categorie di veicoli per cui le Regioni possono autorizzare formule di pagamento quadrimestrali. Inoltre, la digitalizzazione dei processi impone l’obbligo di utilizzare sistemi di pagamento tracciabili e riconosciuti, come la piattaforma PagoPA, accessibile tramite portali istituzionali, app bancarie e servizi abilitati.

Un’importante novità riguarda la gestione del bollo per i veicoli sottoposti a fermo amministrativo, le cosiddette “ganasce fiscali”. Mentre in passato questi mezzi erano esentati dal pagamento della tassa, a seguito di una sentenza della Corte costituzionale del 2017, dal 2026 il bollo deve essere pagato regolarmente anche se il veicolo non può essere utilizzato. Il fermo amministrativo non è più considerato motivo di indisponibilità del mezzo, e pertanto non costituisce più una causa di esenzione.

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Quanto costa il bollo auto nel 2026 – Aerobus.bo.it

Per quanto riguarda i passaggi di proprietà, la nuova normativa stabilisce che il pagamento del bollo spetta al soggetto registrato come proprietario il primo giorno del periodo d’imposta, anche se la vendita avviene nel mese di scadenza. Questa misura mira a evitare errori, duplicazioni di pagamento e controversie tra vecchio e nuovo proprietario, semplificando così le procedure amministrative.

Pur mantenendo invariati i criteri di calcolo, il 2026 conferma alcune agevolazioni già esistenti e introduce nuove esenzioni, soprattutto a favore di veicoli a basso impatto ambientale o di interesse storico. Le auto storiche ultratrentennali possono beneficiare di un bollo ridotto a 10 euro, mentre per i veicoli con certificato di rilevanza storica è prevista una riduzione del 50%.

Il sistema sanzionatorio continua a prevedere una progressività: il mancato pagamento entro la scadenza comporta l’applicazione di sanzioni e interessi. Entro 14 giorni dalla scadenza la sanzione è minima, ma aumenta progressivamente fino al 3,37% se il pagamento avviene tra il 90° giorno e un anno di ritardo. Oltre il termine annuale, si applica una sanzione pari al 30% dell’imposta dovuta, con ulteriori interessi moratori calcolati per semestre di ritardo. In caso di mancato pagamento protratto per tre anni consecutivi, il veicolo viene cancellato d’ufficio dal PRA e le autorità competenti procedono al ritiro di targhe e carta di circolazione.

Il nuovo quadro normativo del bollo auto rafforza la autonomia delle Regioni nella gestione del tributo, consentendo loro di decidere eventuali modalità di pagamento particolari, come la rateizzazione quadrimestrale per categorie specifiche. Tuttavia, il modello di riferimento è quello nazionale, che punta a un’uniformità di trattamento e a una semplificazione delle procedure, anche attraverso la gestione centralizzata dei dati.

Le modifiche introdotte mirano inoltre a ridurre il contenzioso e a facilitare gli automobilisti, con regole più chiare e un sistema digitale integrato che accompagna l’utente nel rispetto degli obblighi fiscali.

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