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Android, i rischi nascosti di non cambiare mai telefono: la verità che pochi conoscono

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Chi usa smartphone vecchi rischia gravi falle di sicurezza: milioni di Android sono ormai vulnerabili.

Il numero di persone che continua a usare lo stesso telefono per anni resta altissimo, soprattutto tra gli utenti meno avvezzi alla tecnologia. Un comportamento comprensibile sotto molti aspetti: per abitudine, per motivi economici, o perché “funziona ancora bene”. Ma dietro questa scelta si nasconde un rischio concreto, che in pochi conoscono davvero: quello legato alla sicurezza informatica.

Secondo le ultime rilevazioni di StatCounter, oltre il 30% dei dispositivi Android nel mondo utilizza ancora versioni del sistema operativo precedenti alla 14, spesso senza ricevere più alcun aggiornamento di sicurezza. Una situazione che espone milioni di utenti al furto di password, dati personali, codici bancari e molto altro.

Quando “funziona ancora bene” non basta: cosa succede se uno smartphone non riceve più patch

La frase che molti utenti pronunciano è sempre la stessa: “funziona ancora perfettamente”. Ma un telefono non aggiornato è un bersaglio facile. Mentre l’interfaccia continua a girare senza problemi e le app principali sembrano reggere, in sottofondo le difese contro malware, virus e truffe digitali si indeboliscono giorno dopo giorno.

Ogni mese Google rilascia decine di patch per correggere falle che emergono in continuazione, spesso scoperte da ricercatori e team di sicurezza. L’aggiornamento di dicembre 2025, ad esempio, ha risolto 107 vulnerabilità. Chi non lo ha ricevuto – o non lo ha installato – resta esposto a tutte quelle falle, che vengono sfruttate rapidamente da cybercriminali in cerca di accessi facili.

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Quando “funziona ancora bene” non basta: cosa succede se uno smartphone non riceve più patch – aerobus.bo.it

Il problema è che molti utenti non sanno nemmeno che il loro telefono non riceve più questi aggiornamenti. O peggio, credono che gli update servano solo a cambiare l’aspetto del sistema o ad aggiungere funzioni, senza cogliere la portata difensiva delle patch di sicurezza.

Nel frattempo, diversi produttori Android offrono ancora solo due o tre anni di supporto software, e una volta terminato quel ciclo, il dispositivo resta indietro. Se consideriamo che gran parte degli utenti cambia smartphone ogni quattro o cinque anni, è evidente lo scollamento tra l’uso reale e il supporto garantito.

La stima inquietante: un miliardo di Android vulnerabili e un sistema che va riformato

La statistica del 30% non è solo una percentuale generica. Applicata ai numeri reali, significa che circa un miliardo di smartphone Android in circolazione non riceve più aggiornamenti di sicurezza. Un numero spaventoso, che riflette quanto il problema sia globale, trasversale e largamente ignorato.

Android 13 e le versioni precedenti non sono “sbagliate” in sé, ma non sono più protette. E senza patch, ogni vulnerabilità nota diventa una porta aperta. I criminali informatici non devono nemmeno cercarle: le falle sono pubbliche, già descritte nei dettagli dai bollettini di sicurezza. Basta uno script automatico per colpire chiunque non abbia aggiornato.

Questo scenario rende ancora più urgente un cambiamento di mentalità. Chi vuole tenere lo smartphone a lungo, anche per motivi ambientali, dovrebbe scegliere modelli che garantiscano un supporto prolungato, fino a 5 o 7 anni. Fortunatamente, alcuni marchi si stanno muovendo in questa direzione: Samsung, Google, Fairphone e pochi altri hanno già esteso la durata degli aggiornamenti su diversi modelli.

Ma la responsabilità non può ricadere solo sui produttori. Serve maggiore consapevolezza da parte degli utenti, campagne informative più chiare, e forse anche scelte politiche più stringenti a tutela della privacy e della sicurezza digitale. Intanto, restare aggiornati è ancora la mossa più semplice ed efficace per proteggersi.

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