Economia

480 euro per tutte le mamme, ma la scadenza è a breve: entro quando richiederlo per non perderlo

Bonus mamma

Il bonus mamma da 480 euro è in ritardo: ecco perché e chi può ancora fare domanda entro il 31 gennaio 2026.

Il bonus mamma era atteso come un piccolo sollievo di fine anno da migliaia di lavoratrici con figli a carico. Un aiuto concreto, sotto forma di decontribuzione per aumentare lo stipendio netto in busta paga. Ma per molte beneficiarie, il pagamento non è ancora arrivato. Doveva essere erogato in un’unica soluzione a dicembre, ma in molti casi ci sono stati ritardi e verifiche ancora in corso. E se alcune hanno già visto comparire i 480 euro, altre restano in attesa. Intanto, per chi ha maturato i requisiti dopo il 9 dicembre, c’è ancora tempo fino al 31 gennaio per fare domanda.

Come funziona il bonus mamma e perché è così atteso da chi lavora con figli a carico

Il bonus mamma non è un sussidio una tantum, ma un intervento pensato per favorire la permanenza delle donne nel mondo del lavoro, alleggerendo il peso dei contributi previdenziali. Tecnicamente si tratta di una decontribuzione pari a 40 euro al mese, riconosciuta a tutte le madri lavoratrici che abbiano almeno due figli a carico e un reddito annuo entro i 40.000 euro. Per chi risponde ai requisiti, l’INPS avrebbe dovuto versare l’importo in un’unica soluzione di 480 euro entro dicembre 2025.

Bonus mamma

Come funziona il bonus mamma e perché è così atteso da chi lavora con figli a carico – aerobus.bo.it

In molti casi questo è avvenuto tra il 12 e il 15 dicembre. Ma non per tutte. Alcune segnalazioni parlano di pagamenti ancora mancanti, nonostante le richieste siano state inviate entro i termini. L’INPS ha chiarito che i ritardi riguardano le situazioni in cui le verifiche sui requisiti sono ancora in corso, e che i fondi dovrebbero essere erogati a gennaio 2026 per chi non ha ancora ricevuto nulla. Il beneficio, ricordiamo, è escluso per le lavoratrici domestiche, mentre resta valido per dipendenti e autonome.

Inoltre, il periodo in cui si può beneficiare del bonus varia: fino ai 10 anni del secondo figlio, oppure fino ai 18 anni del più piccolo, se si hanno tre o più figli. L’importo non cambia, ma la durata sì. Per molte famiglie questo bonus rappresenta un’integrazione importante allo stipendio, che può aiutare proprio nei mesi più difficili tra spese natalizie, bollette e rientro dalle ferie.

Domanda ancora aperta per chi ha figli dopo dicembre: la scadenza vera è il 31 gennaio

Un altro elemento che ha generato confusione riguarda le scadenze ufficiali. Le domande per il bonus mamma si sono chiuse lo scorso 9 dicembre, ma solo per chi aveva già maturato i requisiti entro quella data. Chi invece ha avuto un secondo figlio o ha raggiunto i requisiti dopo il 9 dicembre, può ancora inviare la domanda: la finestra è stata prorogata fino al 31 gennaio 2026.

Questo significa che molte lavoratrici, ad esempio chi ha partorito tra dicembre e gennaio o chi ha cambiato posizione lavorativa rientrando tra i beneficiari, può ancora ottenere il bonus. Ma è evidente che per chi si muove adesso, l’erogazione non potrà avvenire prima di febbraio, data la necessità di elaborare le nuove domande e completare le verifiche.

Il consiglio, per chi non ha ancora ricevuto nulla, è controllare tramite il portale INPS lo stato della domanda, oppure contattare il patronato o il CAF presso cui è stata inoltrata l’istanza. Se invece si è maturato il diritto solo dopo dicembre, occorre inviare la richiesta entro fine gennaio, per non perdere i 480 euro.

Per molte madri lavoratrici italiane, si tratta di un aiuto piccolo ma simbolico, che segna una direzione politica importante: quella che riconosce il valore di chi lavora mentre cresce una famiglia. Ma per essere davvero efficace, questo aiuto deve arrivare puntuale.

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